approccio innovativo alla pulitura di superfici dipinte sensibili

Un approccio innovativo alla pulitura di superfici dipinte sensibili: la combinazione simultanea di erogazione controllata di liquido e micro-aspirazione

 20,00

Autore

Paolo Cremonesi, Pierre-Antoine Héritier

Collana

I talenti Spin off

Lingua

francese, Inglese, Italiano, Spagnolo, Tedesco

Formato di stampa

Cartaceo

Numero pagine

144

ISBN

978-88-6336-385-2

Sinossi

Dipinti antichi e contemporanei, e più in generale le superfici pittoriche di manufatti artistici di varia natura, possono spesso mostrare alta suscettibilità all’acqua per una varietà di cause. Come conseguenza di questa interazione, possono insorgere questi fenomeni su scala sia micro- che macro-scopica: leaching dei componenti, sbiancamento, deformazione e craquelure, rigonfiamento fino a disgregazione dello strato, parziale solubilizzazione.

Ulteriori fattori di suscettibilità possono essere presenti in strati diversi da quello pittorico: in particolare lo strato preparatorio, per il suo carattere fortemente idrofilo, o il supporto stesso (carta, tela, legno). Si verifica allora un problema di compatibilità, quando la pulitura a secco non sia sufficientemente efficace, o non sia fattibile per fragilità meccanica, e diventi inevitabile ricorrere all’ambiente acquoso.

Molti ricercatori e conservatori nel mondo si sono focalizzati su questo problema, alcuni affrontando più la definizione delle condizioni appropriate dell’ambiente acquoso (pH, tipo e concentrazione degli ioni, ‘additivi’ come tensioattivi, chelanti ed enzimi) ed altri invece il modo più sicuro di applicare l’ambiente acquoso ben definito a una superficie specifica (materiali gelificanti, gel rigidi, macro- e micro-emulsioni, tecniche di idrofobizzazione temporanea). Anche gli autori di questo testo si sono focalizzati su questo secondo aspetto. Il loro approccio deriva da questa considerazione, basata su informazioni ben documentate acquisite per la pittura acrilica: l’acqua diffonde velocemente attraverso lo strato, sostanzialmente attraverso diffusione in senso verticale.

Per questo, qualunque mezzo capace di ridurre il tempo di contatto dell’acqua con la superficie da trattare garantirà un’applicazione più sicura, con meno interazioni. In altri casi i solventi organici possono essere utilizzati per la pulitura superficiale in presenza di materiale di deposito idrofobo, come alternativa alle soluzioni acquose contenenti tensioattivi, o per più complessi interventi di rimozione di sostanze filmogene. Un approccio simile, applicazione del solvente e micro-aspirazione, potrebbe funzionare altrettanto efficacemente a minimizzare il rischio di diffusione, rigonfiamento e leaching. Per questa ragione si discute anche come il sistema possa essere modificato per diventare idoneo all’uso coi solventi.

Il libro è in 5 lingue: italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo.

La recensione del libro

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Gli autori

Paolo Cremonesi, chimico e biochimico con formazione anche nel restauro, lavora come libero professionista nel settore delle opere policrome.

Pierre-Antoine Héritier opera da quarant’anni come conservatore-restauratore di arte moderna e contemporanea. Attualmente lavora per le istituzioni e collezioni private nel suo studio a Ginevra.